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	<title>Agriturismo Asciano</title>
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	<description>I segreti delle crete senesi</description>
	<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 16:07:30 +0000</pubDate>
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		<title>LA STORIA DI ASCIANO</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 20:06:29 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per il turista o studioso che ha trovato a Siena il suo respiro e quasi il suo soggiorno. Asciano diventa una mèta ambita e vorrei dire quasi obbligata. Ci inoltriamo per le crete, facilmente riconosciamo le fattorie fortificate, le mura, i ciuffì di bosco, ciottoli nei letti dei torrenti. Tra Cuna e Monteroni, Lucignano e Buonconvento, stiamo andando ad Asciano. Si potrebbe prendere la carrozzabile, che passa da Taverne d&#8217;Arbia e ci porta vicino alla Badia Rofeno, eretta dai Benedettini, ora abbandonata tra i declivi vicino a Pievina, per la quale i maestri senesi crearono dei capolavori. Ma si può scendere fino a Buonconvento e risalire lungo la valle dell&#8217;Ombrone e tra crete e calanchi far sosta ai chiostri dell&#8217;Abbazia di Monteoliveto Maggiore per le pitture del Signorelli e del Sodoma. Le crete si sfaldano quasi sotto i piedi, e la strada resiste quasi per miracolo sospesa nel piano arido; quando si riprende il cammino per Asciano. Cipressi e olivi si fanno radi; cedono alla macchia alle gore; finché ci accoglie il paese con ingresso quasi maestoso; giardinetti e monumento ai caduti; che giustamente sottolinea il busto ad Amos Cassidi, gloria pittorica dell&#8217;Ottocento senese, che ad Asciano ebbe i natali ed illustrò con cura accademica, le vicende del giuramento di Pontida, come quelle di Provenzan Salvani. Ma subito le mura trecentesche e la mole di S. Francesco, la trama di vie e case medievali, dominate dalla torre merlata, aperte in spiazzi con fontane e l&#8217;ampia gradinata che sale alla serena distesa di travertino della fronte della Collegiata. Gli ascianesi però hanno risparmiato un monumento anche a Domenico di Bartolo, che è veramente un grande pittore di cui Asciano può andar fiera. Così rivive il Borgo dei Conti della Scialenga e si ritrova l&#8217;ambiente che conobbero gli scampati della Battaglia di Montaperti.<br />
Ciò che maggiormente però richiama ad Asciano sono i suoi quadri, ora non più sparsi nelle sue monumentali Chiese, ma sistemati presso la Collegiata nell&#8217;antica Chiesa di Santa Croce, ora Museo di Arte Sacra. Sono questi, come è stato detto, lo specchio poetico più profondo e rivelatore degli aspetti complementari della realtà e del sogno di Siena. Questo è Asciano come si presenta al primo aspetto.</p>
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